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Pierluigi Camilli - Andare a funghi

Testo e disegni dell'Autore
Moricone Aprile 1987
(Aggiornato nel 1995)
Come bisogna comportarsi coi funghi

 Premesso che quello che noi chiamiamo fungo è il "frutto" prodotto dal fungo vero e proprio, il quale conduce vita sottereanea ed è rappresentato dalle IFE MICELIARI, conveniamo che il carpoforo sia il fungo.
Questo opuscoletto vuole avere la pretesa di dare una lezione di comportamento per quando andiamo nei i boschi alla ricerca dei funghi e qualche buon consiglio pratico.
Visto che ancora c'è molta gente che va a funghi in maniera sprovveduta: buste di plastica, secchi, retine varie è opportuno fare una lista di ciò che occorre per andarci.
Oltre ad una ricca dose di buonsenso OCCORRE: 



1

 Cesto (non troppo grande, visto anche il divieto di superare la quantità di 2 Kg); non il secchio, che non permette il passaggio delle spore ( i semi ); non la busta, che oltre ai danni del secchio, somma quello delle retine di vario tipo e cioè frantuma i funghi.

                          2


  • 2    Coltellino. Soprattutto per pulire i funghi.
     
                          3 
     
  • 3    Bastone (dai 1,5 ai 2,5 cm di diametro, altrimenti si perde la sensibilit al tatto) Il bastone, oltre che per appoggiarsi, ed a tastare il terreno con piccoli colpetti per sentire la presenza di corpi sotto le foglie, necessario per battere tutto intorno dove si deve cercare, per scacciare eventuali rettili.
     Crediamo sia utile ricordare che le vipere sono miopi, ma sentono le vibrazioni del terreno.
     
    Visto che i funghi non sono: 
    né starne 
      né leprotti 
    e  non fuggono!, 
    si entra nel bosco con tutta calma, cominciando ad osservare tutto intorno e per aria: in base al tipo di pianta sotto la quale cerchiamo, sappiamo già quale fungo abbiamo la possibilità di trovare.
    Il buon ricercatore sa che, quando cerca in un 
     bosco di latifoglie
    trova delle specie; nel bosco di aghifoglie
    ne trova altre.

    (Il mio amico svizzero Alfredo Riva mi diceva " Ul bravo fungiatt ul fung el cerca mia dumà in tera” il bravo fungaiolo il fungo non lo cerca solo in terra.
    Alfredo è Ticinese).
    In seguito vedremo cosa si può trovare, in linea generale, sotto alcuni tipi di piante.  
    Una volta resosi conto dell'ambiente, sempre con calma, senza fretta, si comincia a scandagliare con gli occhi, procedendo, di norma, dal punto più basso del terreno verso il punto più alto, guardando prima
    intorno alla circonferenza coperta dalla chioma dell'albero(1), poi ci si accosta sempre più verso il tronco(2, 3), battendo delicatamente con il bastone sullo strato di foglie sul terreno, senza bisogno di raschiare o scavare; quando si incontra il fungo nascosto tra le foglie, se ne sente la presenza sotto il bastone.
    Se si procede con calma, ci si rende conto di un mondo a se stante che striscia, vola, salta, trilla, fischia, gracida, fiorisce, profuma, marcisce e muore per far ricominciare di nuovo la vita!
     Ogni fungo, a sua volta, è un mondo dove larve ed insetti vivono e muoiono nell'arco di poche ore. Chi va di fretta, non potrà mai sentire questa meravigliosa sinfonia della Natura.
    Si diceva di controllare prima di prendere un fungo: di frequente capita di vedere un bel cappello marroncino e subito lo prendiamo, ma nel momento che lo abbiamo preso, ci rendiamo conto che non è il  porcino che speravamo fosse ma una bellaRussula Phoetens  oppure un 
    Cortinarius Cotoneus. Se invece avessimo sentito prima con le dita sotto al cappello,
    ci saremmo accorti che aveva le lamelle! Muovendo il dito in senso orizzontale si sentono le lamelle; non può essere un boleto: e lo lasciamo dove si trova!
    Una volta trovato il fungo ,   si prende per il gambo e si svita, come una lampadina; si pulisce sul posto e si depone nel cesto; poi si procede alla ricopertura del buco dov'era 
    ( se non si vuole far vedere nulla, allora è bene coprire anche i residui della pulitura). C'è chi asserisce che il fungo va tagliato, questo comporta il fatto che rimane una parte a disposizione degli insetti, che ci  possono sempre deporre le uova; soprattutto non va tagliato per poter vedere la caratteristica del bulbo, per la determinazione 
    . Salvo per gli esemplari cespitosi, i funghi meglio non tagliarli; perché vanno svitati, non estirpati! RICORDARSI CHE IL FUNGO VA SEMPRE PULITO SUL POSTO. 

     
    Il fungo prima di essere raccolto, va individuato bene e se commestibile si prende, altrimenti si lascia; teniamo sempre presente che esso si riproduce per mezzo delle spore, le quali vengono espulse solo quando sono mature; perciò sarebbe buona regola, ad esempio, lasciare dove si trova l'Ovolo quando è ancora chiuso, anche perché si eviterà di incorrere nel fatale errore di raccogliere una Amanita Phalloides  al posto della   Amanita Cæsarea.  
     
    Anche dopo raccolto, il fungo, espelle le spore,
    ecco perché non bisogna usare secchi o contenitori non forati. Il contenitore di plastica, inoltre, anche se forato, non lascia traspirare come il canestro, rischiando di provocare qualche reazione negativa ( non dimentichiamo che anche i funghi commestibili hanno una parte di tossine che sono termolabili); le buste, inoltre, lo deteriorano fisicamente, rendendolo irriconoscibile; così anche le reti.
     
    La presenza dei funghi nel bosco è di un importanza vitale per l'ambiente. Il fungo velenoso non va distrutto: esso serve per compensare la carenza di elementi quando si asportano quelli mangerecci! Né tantomeno va preso a pedate,
    si ottiene l'esatto contrario di quello che si vorrebbe: i pezzi che vengono scagliati via, vanno a colonizzare un'altra zona.
    Ricordarsi sempre che un fungo per fruttificare può impiegare anche cinque anni, quindi se noi distruggiamo il micelio (la pianta sotterranea che lo produce), potremmo dover attendere anni, prima di raccoglierne ancora!
     
    Unaltra cosa importante, quella di non fare man bassa di tutto. A parte il fatto che la legge non permette la raccolta di oltre una certa quantità, ma sarebbe proprio segno di una raggiunta civiltà ambientale, se senza bisogno della legge, riuscissimo a fermarci in tempo e dire basta, non me ne occorrono più di questi!. difficile, ma bisognerà impararlo prima che non si potrà più fare neanche questo!
     
     Le leggi diventano restrittive, quando quelle blande non vengono rispettate
      Se per errore o per curiosità si prende un fungo che poi andrà scartato, non gettarlo via, ma riporlo dov'era, in piedi, come per ripiantarlo (si evita così di diffondere le spore lontano dal punto scelto dal fungo di inseminare)!
     Unaltra cosa che denota grande rispetto e serietà nei confronti dell'ambiente, quella di riportare nel bosco lo scarto che si fa in casa, quando si preparano i funghi per la cottura o la conservazione. 
    Torniamo al bosco! Dunque, si diceva che sotto ogni genere di pianta si può trovare una specie fungina. Il Prof. Meinhard Moser, eminente micologo austriaco, ha addirittura redatto una tavola dei funghi sembionti con i vari tipi di piante (grosso modo come dire che mangiano allo stesso piatto delle piante) e, da esperimenti condotti personalmente, asserisce addirittura della possibilit sulla coltivazione di svariate specie di funghi.
    Com'è stato detto precedentemente, ogni specie di fungo predilige, in linea di massima, un tipo di pianta.
    Alcuni esempi:
     l'Amanita phalloides, la troviamo sotto le latifoglie in generale, ma particolarmente abbondante la troveremo sotto i castagni o le querce, dove troveremo anche il Boletus Æstivalis, B.castaneus e lupinus. I boleti, in verità sono onnipresenti (quando si trovano!) ma il Porcino per eccellenza, il Boletus Aereus, preferisce il querceto spazioso ed assolato; il Leccinum aurantiacum lo troviamo sotto il pioppo ed il carpino mentre il suo consimile L. Testaceoscabrum sotto le betulle. I Suillussimpatizzano quasi tutti per i pini a due aghi mentre il S. Plorans preferisce il pino cembro; il B. pinicola ed il B. Lignicola, amano i pini; il Gyrodon lividus, simbionte con gli ontani; il Tricholoma Georgi reperibile sotto il frassino ed il prugnolo; loHygrophorus russula, preferisce il leccio così pure il B.corsicus. Sotto i castagni l'Amanita muscaria, l'A.rubescens, la Russula emetica, Amanita pantherina (molto frequente da noi) onnipresente. Sotto i faggi oltre a molte varietà di Russula, troviamo il Boletus edulis(var regius), il B. Æstivalis, il B.regius. sono più frequenti che sotto le altre latifoglie. 
    Ma sia chiaro, questa non è una regola, poiché la crescita di un fungo è anche legata al tipo di terreno: calcareo, argilloso, acido ecc.. 
    Tanto per fare un esempio, l'Ing. Bruno Cetto, fece una lunga tavola delle piante simbioti con micoriza; ne faccio uno stralcio con riferimento (scritto in blu) con rilevamenti della nostra zona. In parole povere, dove le aghifoglie scarseggiano, gli stessi funghi fruttificano sotto le latifoglie. 

SPECIE FUNGO
PIANTA SIMBIOTE
AMANITA
citrina
PINO (Pino silvestris)
excelsa
ABETE (abies excelsa)
muscaria
ABETE, PINO CEMBRO 
(pinus cembra),CASTAGNO
rubescens
CASTAGNO, ABETE
BOLETUS
edulis
QUERCIA, ABETE
erythropus
LECCIO, ABETE
luridus
LECCIO, ROVERE
BOLETINUS
cavipes
LARICE (larix decidua)
Diciamo che con i funghi nessuna regola è sicura al cento per cento.
Una buona regola : nel dubbio asteniti! Cioè se non sei sicuro non raccogliere il fungo.

 L'unica regola CERTA è quella che se tratti bene il bosco, sicuramente si troverà meglio il fungo.
 
    CI  STO  LAVORANDO, PAZIENZA!
      
     SISTEMAZIONE


 
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