Buona
sera a tutti
come facevamo
decima parte CARNEVALE
Questa sera, visto che abbiamo fatto
lolio, è passato anche S:Antonio ed è arrivata la Cannelòra che ci introduce
al Carnevale, di questo parleremo.
Questanno, anche la Candelora rispetta la regola: pea Cannelora dellinverno
semo fora, ma se piove o tira ventu de linverno semo trento; e difatti è
ancora pieno inverno. Non sto qui a ricordare che il 2 di febbraio è stata la
presentazione del Signore o se preferite la purificazione di Maria e cioè
rinominata Candelora perché si benedicono le candele, per ricordare che in
questa giornata, al Tempio si accendevano le candele per la presentazione al
capo dei sacerdoti, inoltre, siccome le donne che partorivano un figlio maschio
dovevano, dopo 40 giorni, presentarsi per la purificazione, in quel giorno
cadeva la purificazione di Maria dato che da Natale erano passati i 40 giorni.
Non vi stupite ma prima di diventare un
magiapreti (certi preti) li ho frequentati molto!
Ed ora, proseguiamo col Carnevale che
non mi pare sia più una cosa eccezionale, visto che mi pare, da qualche anno a
questa parte, di essere sempre al periodo di Carnevale. Specialmente quando
parlano di politica (che Politica non è!).
Quando ero ragazzo io, dopo le Ceneri,
bisognava aspettare Pasqua per ricominciare a ballare. Ecco perché noi
cercavamo ogni pretesto per organizzare le serate di ballo; non era facile
trovare ragazze che se non era questo periodo uscissero per ballare. Oggi, non
avete più questi problemi (se avessimo immaginato quali sarebbero diventati i
problemi ci saremmo rammaricati di meno!).
A proposito di ballare, ricordo che nel
periodo della raccolta delle olive, cerano i grandi proprietari terrieri che
adibivano i casali a dormitori per i raccoglitori e raccoglitrici che venivano
dallalta Sabina e noi andavamo con il giradischi (quando non cerano Trentino
e Marzio con lorchestrina) a ballare, la domenica, per questi cascinali.
Ma, soprattutto lultima settimana
prima delle Ceneri, si organizzava da ballare. A parte il veglione di
Carnevale, ma noi, potrei fare lelenco poiché mi ricordo tutti i componenti
del nostro gruppo da ballo e non eravamo pochi, comprese le ragazze (5 e già
era un record per lepoca; però erano sempre presenti) e abbiamo ripulito quasi
ogni due giorni una cantina. Poi, abbiamo deciso di fare postazione fissa (e
qui devo fare il nome) nella stalla di Luigino Latini, nella Vallicella: lui
tirava fuori il somaro (mi pare fosse una somaretta), ripulivamo alla meglio il
lato mangiatoia e via nel vortice del ballo. Qualcuno penserà alla puzza
ma
tutti avevamo il naso assuefatto, se pensate che era raro che sotto casa non ci
fosse una stalla, quindi
Comunque ci divertivamo con poco! I dischi erano
ancora a 78 giri ed erano di vinile rigido che come cadevano si frantumavano;
poi uscirono i primi 45 giri, sempre vinilici ma meno rigidi quindi meno
delicati.
A Carnevale, di norma, cerano tre
serate di grande fermento ed erano le ultime tre sere che, tra laltro, si
eleggeva la reginetta ed il re era sempre quello che aveva speso più soldi per
comprare i biglietti da dare alla prescelta. Già, ma credo sia il caso che
spieghi, per i più giovani, come funzionava. Funzionava così: Le ragazze che volevano concorrere per il
titolo, ricevevano allinvito dalluomo un biglietto, che lorganizzatore
vendeva ai ballerini che ne facevano richiesta; quindi se una persona o un
gruppo di amici decideva di far eleggere una ragazza, concentravano i loro biglietti
su una ed il gioco era fatto.
Penso di essere stato chiaro.
Ho dimenticato di dire che allora, alle
dieci di sera, le ventidue, bisognava smettere con la musica ad alto volume; il
periodo di Carnevale, soprattutto gli ultimi giorni, cera una revoca a tale
disposizione. A proposito di questa disposizione, mi ricordo che un mio cugino
sera innamorato di una ragazza e deciso di sfondare la sua indifferenza, con
mio fratello organizzarono una serenata a suon di grammofono.Sul bello della
serenata, arrivarono i carabinieri e volendo sequestrare il grammofono, lo
presero ma non veniva via; poi capirono che cera un filo elettrico che andava
a finire a casa di un amico di mo fratello e di mio cugino che abitava lì
vicino. Insomma, dopo una discussione chiarificatrice, lasciarono perdere le
multe e gli arresti però portarono via il grammofono. Per riaverlo fu una bella
grana per nostro padre.
Cè da sapere che allora non cerano
giradischi portatili amplificati, ma nemmeno elettrici: erano a corda; quando
la carica finiva, il giradischi rallentava fino a fermarsi con la conseguente
stonatura per la perdita della velocità. Noi, invece, avevamo il grammofono con
il motorino elettrico, che nostro padre aveva modificato; in quella
circostanza, eravamo più ricchi degli altri!
Ma ritorniamo al Carnevale. Prima della
seconda guerra mondiale ed anche qualche anno dopo, si usava mascherarsi e girare di casa in casa
per divertirsi a vedere chi ti avesse riconosciuto e anche perché si rimediavano
castagnole, frittelli ed altro. E siccome a Carnevale ogni scherzo vale, si
facevano anche scherzi: per esempio cera che faceva le castagnole col sale e
pepe invece dello zucchero, chi ti dava un cartoccio con tre o quattro
castagnole sopra e sotto pezzi di carta arrotolati
a casa qualche volta si
friggevano le castagnole con dentro lovatta e così via. Ora, qua ci deve
andare una poesia sul carnevale ma su questo tema ne ho scritte solo due, una
intorno agli anni cinquanta e laltra negli anni ottanta. Ecco la prima
CARNAVALE
1963