STORIA NOSTRA
OVVERO
GRUPPO TEATRALE   MORICONE





I

Salve

mi auguro che non vi aspettiate un trattato sul Teatro: non sono né Silvio D’Amico, tanto meno Mario Verdone!

Essendo uno che si occupa di Teatro come Autore, Fautore ed a volte interprete, mio malgrado, nell’ambito del Gruppo Teatrale “U Mascaró” posso ragguagliarvi su ciò che abbiamo fatto ed a “presa diretta” ciò che stiamo facendo.

Certo sarebbe bello e mi piacerebbe poter cominciare con un discorsetto su Felice Cameroni ( uno dei più tenaci sostenitore del verismo); oppure su Emile Zola (il padre del verismo francese) ma andremmo in un discorso troppo impegnativo per questa pagina e…per me! Perciò scendiamo dai “cadreghini” culturali e, appunto, parliamo di noi “ Teatranti”. Non possiamo parlare di Teatro a Moricone se prima non si fa un riepilogo, per portare a conoscenza dei più giovani, come da sempre a Moricone c’è stato un interesse spiccato per il teatro e l’entusiamo iniziale di ogni evento legato a quest’Arte ne è la prova; purtroppo è stato e continua ad essere difficoltoso realizzare un Teatro Stabile. Vi saremmo grati se pensaste a questo.

Fin dalla mia infanzia ho vissuto le tribolazioni della, anzi  delle “Filodrammatiche”! Mio padre, insieme ad altri fu uno degli organizzatori che riuscirono, nell’immediato dopoguerra ( ed anche prima), a costituire una Filodrammatica che funzionò, bene o male, finquando non arrivò qualcuno che, essendo più intelligente e preparato, ne fondò un’altra; risultato si sfasciarono tutt’e due (questo fatto sarà ricorrente in molte realtà a Moricone!). La conferma che la passione per il Teatro c’è sempre stata è che quando si è fatta qualche rappresentazione, la gente ha sempre partecipato - come spettatori -: dai drammi   della Filodrammatica (pensate che erano una decina di Attori ed un’ Attrice!; percui molti “maschietti” dovevano travestirsi da donna), alle recite scolastiche; ricordo con grande gioia e soddisfazione “Pinocchio” in IV elementare: io ero “Pinocchio”, Maria Luisa Velli la Fata Turchina, Rosina Prosseda la Lucciola, Luisa Arioni il Grillo Parlante, Francesco Morena Geppetto, Giancarlo Milani Mangiafoco, Nannarella Desideri e Zenocrate Camilli Il Gatto e la Volpe, Luigino Antignozzi( Pocaciccia) Il Venditore di Asini. 

Fino al 1956 la memoria non mi ridistribuisce immagini teatrali a Moricone; non vorrei essere inesatto, ma mi pare che fu giusto in quell’anno che una squadra di ragazzi e ragazze ( Pina Milani [sorella di Giancarlo], Emilia Cortellessa, Rosina Prosseda, Carla Camilli [di tanto in tanto], Maria Giannini, Argia Carnicelli [che nel 1964 diverrà mia moglie], Gabriele Giannini e qualche altro che ora mi sfugge) rimisero in atto una “compagnia”; fui avvicinato per un aiuto e penso di averlo fatto: riuscii, oltre che a far loro portare a termine quello che avevano cominciato ("Rirì"), a portare in scena una mia commediola che fece successo e che portammo a Monteflavio e Montelibretti; non solo, riuscii a far cantare Raniero Nini e Gabriele Servili! 

Per qualche anno ho dovuto soprassedere per causa di forza maggiore, ma grazie a Peppe Antignozzi e qualche altra Maestra Elementare, si è continuato, per la Passione e per l’Avvento a fare delle recite mirate e ben riuscite, ma sempre occasionali. Per esempio dal 1969 al 1972 (io non ero in Italia) mi risulta che le Scuole hanno organizzato più di qualche recita per Natale; Carla ha curato la regia a l’adattamento de “Il Mistero” di S. D’Amico e “Processo a Gesù” di D.Fabbri. Si sono rappresentate  diverse "Passioni" in occasione della Pasqua, sia sotto la direzione  di  Peppe Antignozzi che  quella di Emilio D'Ignazi. Ma si sono sempre fermati a queste rappresentazioni occasionali, sempre da personaggi diversi perché di transito! Ho tentato più volte di parlare ad ognuno dei protagonisti di cui sopra, ma non abbiamo mai raggiunto quello che era il mio obbiettivo.

Negli anni '80 ho creato “Screpia”, con un paio di rappresentazioni e notevole successo; è seguito il "Mini Screpia" con i bambini delle Scuole Elementari con l'intervento della "Compagnia  di Rugantino" il periodico  in Romanesco (ora scomparso) che dalla fine del 1800 allietava i lettori romani e della provincia; dato vita alla Pro-Loco, dopo qualche anno siamo riandati nuovamente a zero! 

Non ricordo se era il 1999 quando fui contattato da Ivano Vellucci e Giulio Bottigoni, affinché mi unissi a loro per formare un GRUPPO TEATRALE! 

Finalmente! 

Alla prima riunione, di tanta gente contattata, ci trovammo intorno ad tavolo Ivano Vellucci, Giulio Bottigoni, Alberto Papi, Carla Camilli ed il sottoscritto e non ricordo altri. Si provò a buttare giù un programma e cominciò una serie di incontri. Alla quarta riunione, vennero a mancare Giulio ed Alberto ma entrò Angelo Ortenzi e in quella riunione, Carla ci comunicò che doveva, temporaneamente, lasciarci soli poiché doveva recarsi all’estero e quando sarebbe tornata, se ancora poteva darci disponibilità, ci avrebbe contattato.

Vi starete chiedendo perché vi racconto tutto ciò: è per onore di cronaca e per dare meriti (se ce ne sono) a chi spettano! Decidemmo per il nome da dare al gruppo ed optammo per «Gruppo Teatrale "U Mascaró"»

Durante le ricerche per questa passeggiata nel tempo, ho scoperto che nel 1970 il gruppo diretto da mia cugina Carla, aveva già scelto il nome “ U Mascaró”! Sono molto lieto che lei non abbia preteso la rivendicazione del nome, bensì è contenta che noi abbiamo continuato e stiamo continuando anche la sua idea! Durante le “trattative”, giunse il periodo di Pasqua ed avendo, nel frattempo, convinto Emilio D’Ignazi ad entrare nel gruppo, ci prospettò l’ipotesi di un’ulteriore Passione ed accettammo di fare la “Rappresentazione della Croce” che lui aveva visto in televisione. Ci piacque l’dea, la trama di Giovanni Riboni era quanto mai originale e fu un vero successo, malgrado il freddo!

Fu in quell’occasione che cercammo di “reclutare” più gente possibile: aderirono 15 persone, ma quando fu al dunque, rimanemmo: Aduilio Simei, Angela Mancini, Angelo Ortenzi, Emilio D’Ignazi( che aderì, ma si prese un pò di tempo), Ivano Vellucci, Michele Cortellessa, Nello Franchi e naturamente il sottoscritto.

Fu questo manipolo di incoscienti che cominciò l’avventura de “ U Mascaró”! In questo nostro imbarco nel mondo del palcoscenico ( che in verità ancora non abbiamo! ), dobbiamo qualcosa sia al Comune di Moricone che all’Università Agraria che ci hanno sempre dato disponibilità dei mezzi di stampa e di collaborazione. In verità anche qualche commerciante ed impresa artigiana ci ha dimodtrato disponibilità di mezzi (Fratelli D'Achille, Tassi e Prosseda, Pina Michetti ed altri) La prima vera rappresentazione come “ U Mascaró “ fu COME SEMO FATTI che è diventata la base di una serie, che la seconda parte fu REPARLEMO DE VACCHI.


Dopo le prime rappresentazioni, cominciarono ad aderire al Gruppo alcuni di quelli che dopo la Passione si erano astenuti all'adesione e cominciammo a prendere consistenza, essendo il Gruppo composto da, oltre a noi 7 anzi 8 visto che Emilio D'Ignazi si era reso disponibile, Amici Melissa, Antonelli Andrea, De Angelis Rosa Irene, Di Pietro Flaminia, Di Santo Rossana,  Maggi Marco, Ortenzi Ivana,  Pichetti Paola e Torres Valentina.

A questo punto, cominciai a pensare a qualcosa di più concreto. Esposi la mia intenzione ai componenti che entusiasti furono presi dalla frenesia di imitare qualche altra compagnia che traduceva, nel proprio dialetto, commedie e farse celebri di De Filippo, Scarpetta, Viviani… non ero e non sono tuttora d’accordo: il nostro spirito non è lo spirito napoletano; è poco vicino a quello romano, figurarsi quello partenopeo! Anche se qualche affinità ci si può identificare. Tirai fuori dai cassettini della memoria una commediola che scrissi intorno al 1958, in lingua, che fu interpretata magistralmente da Gabriele Giannini, Raniero Nini, Pina Milani -di Angelo-, Maria Giannini, Emilia Cortellessa, Rosina Prosseda, Argia Carnicelli – che poi diventerà mia moglie-, il sottoscritto ed altri che non ricordo.

 In moriconese è diventata UN CUNTU È PARLÀ DE MORTE, UN’ARU È MURÌ. In questa commedia, riportata ai tempi attuali ed introducendo una più piccante satira, ha ottenuto il successo che tutti  gli affezionati del Gruppo sanno e che ci ha accompagnato per ben sei repliche: due a Moricone, due a Montelibretti, una a Forano, a Collevecchio ed una a Monteflavio. 

Alcune fotografie di questi momenti (quelli bravi dicono eventi).

A FORANO:


Nella foto mancano: Angela Mancini, assente perché malata al momento della rappresentazione e Rossana Di Santo irreperibile in quel momento.


In piedi da sinistra: Pierluigi Camilli, Marco Maggi, Valentina Torres, Melissa Amici (e dietro) Andrea Antonelli, Paola Panella, Flaminia Di Pietro, Ivana Ortenzi,  Aduilio Simei, Angelo Ortensi, Michele Cortellessa, (ripartendo da destra verso sinistra) Rosa Irene De Angelis, Francesca Pompei. (seduti) Paola Pichetti, Nello Franchi, Scaringi Enrico( organizzatore locale), Emilio D’Ignazi.


La torta offerta da Enrico Scaringi



 












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Nel frattempo stavo preparando una commedia in tre atti, più impegnativa e meno rivolta “ a Moricone”,  ma a più di qualche componente non piacevano gli argomenti che toccava ed è rimasta nel cassetto …da finire …ma il tempo continua a scorrere ugualmente! Intanto, a tutti gli attori di cui sopra, si erano aggiunti Mario Guidoni, Moreno D’Antoni, Lucia Lucci e Massimo Cruciani.

 Ivano Vellucci, per motivi di studio, momentaneamente ci  aveva abbandonato, pur restando sempre nel gruppo.

Tra una replica e l’altra, abbiamo portato in scena TANTU PÉ FACCE QUILLI NOSTRI.

Nello Franchi, intanto era partito per l’'Irak, e la Parte di Emilio, che ha sostituito Nello, l’'ho dovuta fare io! Anche Moreno ci ha abbandonati.

( alla prossima)



 
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